Silvia Levenson

Conoscete Silvia Levenson? Io sì!
intervista by Martina Liverani
online

L’ho incontrata un pomeriggio invernale nella sua casa laboratorio di Lesa. L’ero andata a cercare, perché da quando un amico me ne aveva parlato, mi ero innamorata del suo lavoro. Artista del vetro originaria di Buenos Aires, Silvia Levenson esplora i temi legati alle donne, alla violenza domestica, alla difficoltà del dialogo dei sentimenti.

Perché il vetro? “il vetro prende le distanze dall’emotività”, mi spiega l’artista, “nelle cucine lo usiamo per conservare gli alimenti, nelle bottiglie raccogliamo la memoria dell’uva, lo usiamo nelle case per proteggerci, ma così come ci protegge, può anche ferirci, tagliare, esplodere.”

Il vetro è dunque il materiale più adatto per parlare dell’ambiguità che caratterizza i rapporti umani del quotidiano, tra madre e figlia, tra uomo e donna.

In particolare il lavoro della Levenson si rivolge alla casa e alle dinamiche familiari “le mamme hanno potere nelle case e sanno renderti la vita difficilissima, crescendo abbiamo bisogno di pensare che tutto era perfetto, anche se non lo era”.

E i suoi lavori si intrecciano anche con il tema della psicoanalisi e degli psicofarmaci, la cosmesi della felicità, tema particolarmente attuale in un’Argentina che ha inserito nella sua Costituzione il diritto ad essere felici, ma non esiste un modello di felicità, non ci sono regole né garanzie, solo aspettative deluse.

Cosi succede che le borse fashion nascondano minacciose lamette, scarpine da bambino con chiodini, e bombe a mano in cucina: un quotidiano fatto di fragilità, ambiguità ed equilibri instabili. “in Argentina tutti vanno in analisi”, mi dice e racconta che durante la crisi economica molti psicologi hanno perso il lavoro e si sono reinventati taxisti, dando luogo a non rare corse con psicoanalisi incorporata.

Infelicità, frustrazione e senso di non adeguatezza attanagliano tante donne in Argentina, al punto che la nazione si piazza al secondo posto al mondo per incidenza di disordini alimentari come l’anoressia e la bulimia. Donne ossessionate dalla perfezione e dall’estetismo estremo, che ricorrono in massa anche alla chirurgia estetica.

Sharon Haywood, blogger di AdiosBarbie, ha ben descritto la situazione nell’articolo Battling The Beauty Mith in Argentina, rappresentando un paese che istiga alla magrezza estrema, alla bellezza ad ogni costo ed alla giovinezza eterna.

Come utilizziamo i cookies?

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza di navigazione possibile. Procedendo ad utilizzare il sito, anche rimanendo in questa pagina, acconsenti all'uso dei cookie. Se desideri disattivare i cookies, leggi la nostra politica in materia di cookie. Ti segnaliamo che alcune parti del sito potrebbero non funzionare correttamente se si disattivano tutti i cookie.

Approvo